Perché Promenade de santé è da vedere

Per Timi, certo – ma anche per altro. Perché Promenade de santé, fino al 30 ottobre al Teatro Parenti di Milano, riesce ad andare oltre alcune didascaliche imperfezioni di Giuseppe Piccioni, al debutto teatrale dopo anni di ottimo cinema, che non rinuncia alla sottolineatura con un paio di video di troppo, alla bravura ormai manco più sottovalutata di Lucia Mascino e a una scrittura veloce e mai banale delle parti più complesse senza uno dei due attori in scena.

Si parla d’amore, ovvio; di ossessioni e di manie, di malinconie annegate nell’alcool e nelle droghe; del coraggio dell’onestà e dell’inadeguatezza della verità. Due attori un paio di panchine un lampione poi un letto sempre le due panchine sullo sfondo, non ha bisogno d’altro Giuseppe Piccioni per quella che poteva non essere una passeggiata di salute. Ma con Filippo Timi, vabbe’. E poi l’istrione – la genialità è nata insieme a lui, perdonate – finalmente in frac, bello e libero come ai tempi di Marina Rocca, a sparare coriandoli (come in, spoiler): un sogno.

Per i feticisti, Timi rimane al Parenti anche con dieci monologhi che raccontano la storia, le tragedie, gli amori di dieci piccole cose nel suo Cabaret delle piccole cose ancora fino al 30 ottobre.

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